Le speranze-playoff dello United Borgoricco Campetra si sono infrante allo stadio «Zanutto» di San Donà di Piave.
Il 3-3 con i padroni di casa, vincitori del campionato e promossi in serie D, ha portato a nove le lunghezze di distacco dal Cavarzano Belluno: un «gap» che, complice la famosa regola dei cinque punti, spegne qualsiasi sogno di post-season.
«Ci abbiamo provato – le parole di mister Gianluca Zattarin – Non è semplice quando devi rincorrere, perché giochi sempre sotto pressione e non puoi mai sbagliare. Di certo questo è un format che non aiuta: cinque punti sono pochi, non sono neanche due partite, basti pensare che in Lombardia la soglia è di dieci punti. Al netto di ciò, ieri siamo partiti bene e abbiamo trovato meritatamente il doppio vantaggio: poi l’episodio del rigore, che ho rivisto a video e non c’era, ci ha fatto perdere delle certezze. Abbiamo preso altri due gol su palla inattiva, purtroppo una costante, ma siamo stati bravi a pareggiarla e ad avere, al 93’, pure l’opportunità di vincerla. Di rammarico, è innegabile, ce n’è tanto: non per la gara di ieri, quanto per quella di otto giorni fa con la Marosticense. In ogni caso ai ragazzi non posso rimproverare nulla, perché hanno dato tutto fino alla fine. Abbiamo fatto un girone di ritorno importante, raccogliendo 29 punti e perdendo soltanto con il Caerano, quando eravamo ancora dentro alla Coppa Italia e giocavamo ogni tre giorni. Chiaramente l’assenza di Sottovia nell’ultimo mese si è fatta sentire: Dario ci è mancato, per il suo carisma e la sua presenza. Ora la priorità è finire bene, perché ci tengo molto e voglio che la squadra chiuda il campionato al terzo posto».
Che giudizio si può dare, a bocce ferme, alla tua avventura targata United?
«Subentrare non è mai facile, in quanto si arriva in un momento di difficoltà in cui c’è bisogno di dare una sterzata al rendimento della squadra. Eravamo quartultimi e abbiamo fatto una grande rincorsa, vincendo la Coppa Italia regionale e giocandoci i playoff fino alla penultima giornata. Tuttavia, come detto, resta un forte rammarico, perché abbiamo avuto delle possibilità e non le abbiamo sfruttate».
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